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Telemokori


 MONOLOGO scritto e interpretato da Carmine Bianco 

Menzione Speciale Premio Serra Campi Flegrei 2025 - Napoli 

Vincitore Premio Franco Angrisano 2025 - Sant'Anastasia

Vincitore Premio drammaturgia Parla con Me 2025 - La Spezia


Facimmo ca je fosse

 Facimmo ca je fosse, spettacolo selezionato al premio Scenario 2025.


Sinossi

"Facimmo ca ie fosse’" è un racconto nel racconto, una narrazione 

che si snoda tra il fantastico e il crudele, tra la fiaba e l'orrore. Due 

cantastorie laidi e corrotti si trovano di fronte a un desiderio esaudito 

che si trasforma in maledizione, costringendoli a fare i conti con la 

propria voce e la propria coscienza. 

Note di regia

La regia abbraccia questa dualità con un linguaggio scenico in 

continua trasformazione: lo spazio si modella attorno ai 

protagonisti, evocando luoghi e situazioni attraverso un teatro di 

narrazione contaminato da elementi visivi e fisici. Il gioco attoriale 

si nutre di improvvisazione e riscrittura, in un processo creativo che 

evolve in sala, lasciando che il testo prenda vita nell'incontro tra gli 

attori e il lavoro in sala

Note al testo

La messinscena si nutre della tradizione popolare e della poetica del 

Cunto de li Cunti, facendo emergere il potere del racconto come 

strumento di salvezza e condanna. Il ritmo serrato, la fisicità 

grottesca e la continua oscillazione tra ironia e tragedia

accompagnano lo spettatore in un viaggio che interroga il senso 

stesso del narrare. Perché, alla fine, l’unica storia che conta davvero 

è quella che si ha il coraggio di raccontare.

Note alla scena 

In scena, un groviglio di tubi. Metallo, che si trasformano di volta in 

volta. Sono la casa, rifugio precario e mutevole. Sono il gioco, 

ingannevole e beffardo. Sono l’imbroglio, un labirinto senza uscita. 

Sono il tavolo del banchetto, dove si celebra e si consuma l’illusione. 

Poi prigione, poi ghigliottina. 

E nel finale, quei tubi si alzano, vibrano, oscillano nel vuoto. 

Non sono più barriere né lame. Sono campane. Rintoccano, fredde e 

solenni. E chiamano la morte.






USCITA DI EMERGENZA

USCITA DI EMERGENZA


USCITA DI EMERGENZA DI MANLIO SANTANELLI 

Diretto e interpretato da Carmine Bianco e Francesco Emma.

Spettacolo Finalista al Concorso Theatrical Mass di Campo Teatrale di Milano, portato in scena al Piccolo di Milano, al Collettivo Neruda di Torino, al Teatro Blu di Buriasco (TO), a Nova Siri per la rassegna Teatro Sociale e di Comunità, al Teatro Rinascente di Marconia, al Teatro Badia Grande di Sciacca (Ag) per la rassegna Teatro in Badia. 













 


Inferno di D. Onorati - TEATRO DEI CALANCHI

Inferno - Teatro dei Calanchi



Sono immerso in una dimensione irreale, in cui ogni cosa sembra trasformarsi e deformarsi 
sotto i miei occhi.









 Ph:M.A.Popolo

Abbarbichiamoci

Il Re e la sua Corte


Hieronymus Bosch incontra Michel De Ghelderode ed Emile Cioran… ♥️
nasce così una partitura 
“Grottescoironicoferocecomicoamaraanticamenteattualizzante”
dal titolo ABBARBICHIAMOCI!
Scritta e diretta da Paola Tortora

Con gli splendidi attori ♥️
Fabrizio Mic Irrequieto, Carmine Bianco, Essere Zaccarini, Andrea Agüero, Nadine Tarantino, Mirco Rubik Tasca, Stefano Belluscio, Francesco Emma, Luna Mariano, Davide De Luca, Chloris Delalande, Malina A-Melì,

Costumi Simona Randazzo♥️
Produzione Atelier Teatro Fisico ♥️
Foto Rachele Ferraro♥️

Il Re a passeggio 


ABBARBICHIAMOCI


 

ABBARBICHIAMOCI

Spettacolo Teatrale 

ABBARBICHIAMOCI

scrittura drammaturgica e regia di PAOLA TORTORA 

prodotto da ATELIER TEATRO FISICO di PHILIP RADICE - TORINO

 

 

È lo spettacolo liberamente ispirato ai quadri di Hieronymous Bosch, al dramma "Escurial" di Michel de Ghelderode e alla raccolta "Sillogismi dell'amarezza" di Emil M. Cioran, con la scrittura la creazione e la regia di Paola Tortora VintuleraTeatro e con spunti drammaturgici proposti dagli attori:

 





“ABBARBICHIAMOCI!!!

Diatriba feroce a tratti oscura fra un Re e la sua Natura 

(Favoletta delirante per l’adulto e per l’infante)”

 

Scrittura creazione e regia: Paola Tortora VINTULERA Teatro

Costumi: Simona Randazzo

Luci: Rosa Vinci

Con: Andrea Aguero, Stefano Belluscio, Carmine Bianco, Chloris Delalande, Davide De Luca,  Francesco Emma, Luna Mariano, Fabrizio Pitrè, Amalia Stagnaro, Nadine Tarantino, Mirco Tasca, Penelope Zaccarini.

 

"Una commedia tragicomica, assurda, surreale, anima una scena ispirata alla pittura di Hieronymus Bosch: una sorta di girone infernale abitato da figure ambigue, inquietanti, metamorfiche, che si aggirano in un fatiscente  palazzo di un ancor più malato e decadente Re.  Quest’azione si ispira ad un atto unico di De Ghelderode  che mette a confronto l’arte ed il potere, un conflitto da sempre acceso e irrisolto. Ma qui l’arte è anche sinonimo di poesia, libertà, bellezza, istinto, ed il potere è anche sinonimo di corruzione, avidità, collera, cupidigia, tanto da assumere una forma tentacolare, diramandosi in potere politico, religioso, scientifico e di stampa, ovvero, ciò che, oggi più che mai, governa le masse, usa e schiaccia l’uomo e la sua creatività.  E mentre la Natura delle cose, per fortuna, continua indisturbata a seguire il suo corso, in questo scenario catastrofico  e delirante, un gruppo di attori attua, con folle ironia, un vero e proprio “complotto artistico”, mettendo in scena una “favoletta” provocatoriamente infantile per un messaggio segreto tutto da decifrare."

 

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IL PUNTO ESATTO


Il punto esatto 


 

Sinossi dello spettacolo IL PUNTO ESATTO

Omaggio a Eduardo De Filippo

di Carmine Bianco

 

Eduardo è deciso ad acquistare il Teatro San Ferdinando di Napoli, teatro storico della città, ormai in condizioni di abbandono e degrado. Insieme ai fratelli Titina e Peppino, con i quali ha formato da qualche anno un sodalizio artistico di successo fondando la compagnia “I De Filippo”, decide di fare un sopralluogo in questo tempio dell’arte in rovina per ispezionarlo e capire da dove si possa iniziare con gli onerosi lavori di riparazione. Con loro ci sono anche: Pupella Maggio, il figlio Luca e un fotoreporter ingaggiato dal regista e drammaturgo. Siamo nel pieno conflitto della Seconda Guerra Mondiale e mentre i tre fratelli discutono animatamente sulla fattibilità dell’acquisto dello stabile, inizia un raid aereo da parte delle milizie tedesche sulla città di Napoli e quindi anche sul teatro San Ferdinando. Rumori assordanti di bombe, sirene e grida di terrore fanno da sfondo a quella che è una vera e propria tragedia. Poi tutto ritorna d’improvviso al silenzio e loro si ritrovano salvi per miracolo ma rinchiusi nel teatro poiché inaspettata tutte le uscite del teatro sono bloccate dalle macerie dei vicini palazzi distrutti dai bombardamenti e i malcapitati si troveranno costretti in quel luogo senza tempo. Spaventati e totalmente tagliati fuori dal mondo esterno dovranno fare i conti con le loro paure e i loro malumori famigliari e con “il genio consapevole, il cattivo, lo scavalca montagne” Eduardo. Ironia della sorte la loro vita diventa trama di uno spettacolo in cui: verità, finzione, sacro e profano si mischieranno fino a diventare un tutt’uno. Il solito gioco fra “il teatro e il suo doppio”.

 

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